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LUCIANO MAIO IN CONCERTO IL 26 NELL’ATRIO DEL CARMINE

TORNA COME OGNI ANNO, LUCIANO MAIO. E QUEST’ANNO PRESENTA QUI A MILAZZO IL SUO NUOVO ALBUM, “SEMU TUTTI EMIGRANTI”. 

di Francesco D’Amico

luciano maioCome di consueto, anche quest’estate Milazzo rinnova l’appuntamento con un artista che da quarant’anni porta il nome della nostra città in giro per l’Europa, attraverso la sue canzoni che rappresentano un inestimabile patrimonio culturale e artistico: stiamo parlando di Luciano Maio, già fondatore e leader della mitica ‘Taberna Mylaensis’, che mercoledì 26 agosto alle 21:00 si esibirà nell’Atrio del Carmine per presentare il suo nuovo album, dal titolo “Semu Tutti Emigranti”, registrato di recente a Palermo per la casa discografica ‘Lab Music’ di Antonio Zarcone, assieme ai musicisti Antonio Putzu, Antonio Vasta e Francesco Bongiorno, componenti fissi della sua band, presenti quest’anno a Roma tra i musicisti che hanno preso parte al concerto del primo maggio. L’organizzazione della serata è frutto della sinergia cooperativa tra la Sezione Beni Culturali di Legambiente del Tirreno e l’associazione “Arte Sicilia”, in collaborazione con l’assessore al Turismo, Piera Trimboli.

Prima di parlare del suo ultimo lavoro, di cui ha scritto testi e musiche (contaminate da sonorità arabe), Luciano Maio mi ha regalato il suo personale ricordo di un grande musicista milazzese, scomparso di recente.

“Carmelo Gitto – mi confida – è stato tra i fondatori, insieme al sottoscritto, della Taberna Mylaensis, con cui ha inciso “Fammi Ristari nto menzu di to brazza” e “Populi e Santi”, i primi due album del gruppo. Tra noi c’è sempre stato un sentimento d’amicizia e di grande stima professionale. L’inizio della nostra collaborazione, della durata di un decennio, risale ai primi anni ’70, quando abbiamo cominciato a suonare il repertorio tratto dal celebre concerto di Woodstock, soprattutto il rock di Jimi Hendrix, e poi quello di Santana, i Beatles, il pop ed altro ancora. Ricordo che, agli esordi della nostra esperienza rock, Carmelo mostrava un certo scetticismo su questo genere musicale; poi, a furia di provare e riprovare i ritmi veloci con la sua batteria, si è appassionato così tanto che non ha più smesso. Rimane il piacevole ricordo della condivisione di tante avventure, come quelle vissute negli anni della contestazione giovanile, quando anche un concerto era occasione di scontri tra fazioni politiche contrapposte”.

L’idea di scrivere un album sul tema dell’emigrazione (la prof.ssa Graziella Giorgianni, di Legambiente, lo ha definito “una sorta di Odissea contemporanea”) è nata prendendo spunto dai tragici fatti di cronaca degli ultimi anni?

“Sì, in particolare dall’episodio del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, nel quale morirono più di 300 persone di origine africana. Il titolo del CD riflette la consapevolezza che tutti noi siamo migranti: per usare un’espressione di De Andrè, “siamo tutti coinvolti”. Anche se oggi, a dire il vero, gli italiani non emigrano più per fame o a causa di una guerra. La nostra emigrazione è di tipo intellettuale: lo vedo quando sono in Olanda, dove trascorro buona parte dell’anno: quel Paese è sempre pieno di turisti italiani. Il mio album narra le vicende di un naufrago tunisino, il quale viene soccorso in mare e ha dunque la fortuna di poter raccontare la propria drammatica esperienza”.

Qual è il brano che meglio rappresenta quest’opera?

“Sicuramente quello che la dà il titolo: “Semu Tutti Emigranti”. Ma ce ne sono anche altri che trasmettono con efficacia la carica emotiva del dramma dell’emigrazione: “Carogna U Scafista” parla appunto degli scafisti che conducono i migranti per il mare; “Ninna Nanna”, invece, racconta l’amore di una mamma intenta, durante il viaggio, a consolare il proprio bambino; “Luna Ca Ogni Notti” è dedicata alla luna, punto di riferimento per la navigazione”.

Luciano nei prossimi mesi sarà impegnato a promuovere il disco in giro per l’Europa; dopodiché, si dedicherà alla traduzione, dall’olandese all’italiano, di una serie di brani ispirati alla leggenda del marinaio messinese Colapesce, facenti parte di un musical che lui e sua moglie Annamaria hanno portato in scena, negli ultimi anni, in diverse scuole elementari olandesi, nell’ambito di un progetto che promuove lo scambio interculturale.

Francesco D’Amico

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