Home / Società / REFERENDUM: VERGOGNOSO ASTENSIONISMO A SAN FILIPPO DEL MELA
Italpane

REFERENDUM: VERGOGNOSO ASTENSIONISMO A SAN FILIPPO DEL MELA

no cssHA VINTO IL NO, MA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DOV’ERA?  

Una percentuale irrisoria, solo il 42.9%, come se il problema dell’inceneritore non sfiorasse i cittadini di San Filippo del Mela. Astensionismo, ma non si tratta di elezioni politiche, dove il rifiuto di andare a votare viene inteso come una forma di protesta e di sfiducia nei confronti di chi, per decenni, ha affossato, da destra e da sinistra, il popolo! E su 2732 votanti sui 6000 e passa degli iscritti a votare, la stragrande maggioranza, pari al 95,5%, si è espressa contro la costruzione di un inceneritore, in una zona martoriata da malattie che nella maggior parte dei casi hanno portato anche alla morte. La morte per tumore, appunto, che non ha lasciato immuni i cittadini filippesi che, nonostante tutto, pensano ancora una volta che la cosa non li tocchi! Come intendere infatti questo vergognoso astensionismo? Purtroppo, per colpa di quel  57% che non è andato a votare, la soglia del 50% non è stata superata. Una grande occasione, quella di far valere la volontà popolare, che fornisce a quella sparuta minoranza che ha votato SI’ la possibilità di esultare, baldanzosamente, intestandosi vergognosamente i consensi di chi non si è recato alle urne! Insomma, una vittoria monca, che non rende merito al lavoro del Comitato contro l’inceneritore, in una cittadina che spesso ha barattato la salute con il posto di lavoro. E che alimenta il sospetto che chi non si è recato alle urne non voglia inimicarsi questo o quel politico che avrà promesso magari un posto di lavoro! Anche questo è clientelismo, e a poco importa se ancora si piangono le vittime della Sacelit, che ha mietuto e continua a mietere un numero impressionante di morti. E tutti noi che viviamo da oltre mezzo secolo in un’area industriale definita ad alto rischio, che abbiamo pianto i nostri amici o i nostri familiari per malattie incurabili che hanno condotto alla morte, dobbiamo adesso sopportare l’ennesimo attentato alla salute dei nostri figli e dei figli dei nostri figli. Il governo nazionale delega la Regione, per lavarsene le mani, ma abbiamo motivo di credere che i giochi siano fatti… I politici locali che avrebbero dovuto protestare a Roma, per tutelare il territorio, sono rimasti a guardare e ancora oggi non si esprimono. Verranno a chiedere, un domani, i nostri voti, come hanno sempre fatto. Diranno che hanno portato lavoro in questa zona. Li avranno i voti, nessuno lo mette in dubbio, perché fra il morire di fame o di lavoro, c’è ancora chi preferisce morire di lavoro, ma almeno con la pancia piena….

1 Commento

  1. Erano dove stavano sempre…..a casa o a farsi gli affari propri. Lo dicevo ieri in un altro intervento. Questo territorio è stato ucciso per pigrizia e qualche spicciolo. La dimostrazione che nel territorio non ci sia stata adesione e coesione, la dice lunga sugli interessi che diventano preponderanti quando si parla di salute, ambiente lavoro. Tre tasti dolenti che trovano, di volta in volta, anime diverse a farsi la guerra come se fosse un problema da risolvere in due tre persone, mentre coinvolgono una fetta della provincia, per tenerci sullo stretto. Siamo tutti per la differenziata e poi troviamo i cassonetti pieni fuori orario e di tutto lo scibile e gettabile; siamo tutti per il traffico intelligente e poi ci accodiamo per fare 50 metri andando a prendere il pane. Ed il risultato sono il termovalorizzatore buttatoci in mezzo alle gambe e la raffineria. Benvenuti nella provincia di Messina….terra di nessuno, anzi di qualche potente e di molti burattini

Rispondi