CHI HA PAURA DELLA DESTRA CHE CRESCE IN TUTTA EUROPA?
Vannacci è sceso in campo reclamando a gran voce quel che era stato promesso e non mantenuto da chi siede al governo. Non avrebbe dovuto farlo, hanno affermato: evidentemente chi comanda si fida delle percentuali sciorinate per diverse volte alla settimana, e non importa se a votare andranno sempre in meno, perchè le percentuali subiscono solo lievi oscillazioni ed a comandare saranno sempre gli stessi. Il Generale turba i sonni di chi, anziché fare gli interessi del popolo italiano, non trova di meglio che attaccarlo con personaggi da operetta e servi del capitalismo, cavalli di Troia di chi alle poltrone, in Italia o a Bruxelles, non vuole rinunciare.
Ma non è solo la presenza del Generale Vannacci a scuotere dal torpore chi ha pensato che i cittadini, o meglio i sudditi, siano disposti a tutto. Ed infatti il primo segnale forte è arrivato dal 44% con cui l’estrema destra ha dato una prima scossa al sistema Europa ed alla sua voglia di giocare alla guerra. Forse Crosetto, Tajani, Calenda ed altri non ricordano la caduta del muro di Berlino: a ventotto anni dalla sua costruzione, lo sgretolamento di ciò che rappresentava la divisione del mondo occidentale da quello orientale si è compiuto in poche ore; nei giorni successivi tutti i popoli si sono ribellati ai regimi oligarchici introducendo le democrazie rappresentative.
Dal 1989 ad oggi son passati quasi 40 anni: molti ad abbattere il muro non c’erano, e se c’erano, adesso sono avanti negli anni. Ma i giovani di oggi non sono gli stessi di ieri: hanno una visione diversa dell’Europa, e non accettano che i pochi detentori delle risorse economiche debbano comandare. Nè sentono loro la guerra combattuta tra Russia ed Ucraina, per motivi che ci vengono tenuti nascosti pur di liberarsi, per fare un favore agli Americani ed alla NATO, di un avversario che è stato sempre scomodo. I giovani di oggi sanno che una terza guerra mondiale porterà alla distruzione dell’intera umanità, e con loro sono d’accordo quelli che temono gli attacchi missilistici di una nazione che, messa alle strette, farebbe centinaia di milioni di vittime.
Basterebbe questo a far pensare che il pericolo non è solo Vannacci. La destra, o quella che è definita DESTRA, non vuole la guerra e sta guadagnando terreno in tutta Europa. La Svezia sarà il primo paese in cui si terranno le elezioni: il 13 settembre i Democratici Svedesi potrebbero ripetere le percentuali del 2023 e influenzare la formazione del governo. In Francia, Marine Le Pen è la candidata del Rassemblement National, ma il suo vice, Jordan Bardella, potrebbe diventare primo ministro se lei diventasse presidente. In Finlandia, il partito dei Veri Finlandesi è parte della coalizione di governo, ma sta perdendo terreno nei sondaggi. In Spagna, il premier Pedro Sanchez è minacciato dalla crescita di Vox, che potrebbe formare una coalizione con il Partido Popular. In Polonia, la coalizione pro-europea guidata da Donald Tusk è minacciata dalla crescita di forze di destra come la Confederazione della Corona Polacca e la Confederazione Libertà e Indipendenza. Ma la Confederazione della Corona Polacca ha posizioni apertamente filorusse e potrebbe influenzare la politica estera della Polonia.
In sostanza, la crescita della destra in tutta Europa potrebbe portare a una maggiore instabilità politica e a cambiamenti significativi nella politica estera e interna dei paesi coinvolti. Ma questo lo dice chi non vuole rinunciare al suo potere sul popolo; e se il potere è la guerra a tutti i costi, altro che Generale Vannacci. Sono altri, per limitarci al nostro Paese, i nemici della pace.
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