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UN COMMENTO DOPO IL CONCERTO DI ROCCO HUNT

Di Salvatore ALOSI – avvocato

alosi-avv UN COMMENTO DOPO IL CONCERTO DI ROCCO HUNTPiazza piena, un’energia niente male, e soprattutto qualche ore di musica che ha fatto ballare tutti. Ma la cosa che da genitore mi ha colpito di più è stata un’altra: la quantità di messaggi positivi, puliti e di speranza che Rocco ha lanciato dal palco, specialmente ai ragazzi. Una vera boccata d’ossigeno. Chi ha figli adolescenti o pre-adolescenti sa benissimo cosa gira oggi nelle cuffiette dei nostri ragazzi. C’è tanta musica rap e trap che ha ritmi fortissimi, ma che nei testi porta messaggi decisamente al limite. Soldi facili, ostentazione del lusso, relazioni trattate un tanto al chilo e la trasgressione vista come l’unico modo per valere qualcosa.

Nessuno vuole fare il moralista o il retrogrado, per carità. La libertà artistica non si tocca ed è normale che a 15 anni si cerchi la provocazione. Però, a volte, da genitori un po’ di preoccupazione viene spontanea: il rischio che certe dinamiche vengano normalizzate dai ragazzi c’è.
Ecco perché il concerto di Rocco Hunt mi ha fatto riflettere. Ha dimostrato sul campo una cosa fondamentale: si può fare musica moderna, street, che piace da impazzire ai giovani e riempie le piazze, senza bisogno di distruggere i valori, di insultare o di esaltare il peggio. Si può avere successo portando rispetto.
A casa nostra cerchiamo di parlarne spesso. Quando mia figlia mi fa sentire un pezzo e mi chiede “Papà, che ne pensi?”, non lo boccio a prescindere, ma cerco di usarlo per fare due chiacchiere, per capire cosa le piace e per smontare un po’ la finzione del “personaggio” da copione.

Non esistono ricette magiche per educare, ma forse il trucco è proprio questo: non vietare nulla, ma tenere le orecchie aperte, il dialogo accogliente e, ogni tanto, ballare insieme a loro sulle note di “Nu juorno buono”.

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